La circolazione delle informazioni e del sapere, sempre più legata all’immateriale e agli strumenti digitali, va imponendosi come elemento imprescindibile per il progresso della società moderna. L’accesso alla conoscenza diviene così fattore chiave di sviluppo sociale ed economico e trova nelle tecnologie informatiche uno strumento di ineguagliabile efficacia, le cui potenzialità sono però ostacolate nel loro realizzarsi da problemi di diversa natura (culturale, economica, tecnologica). Tra questi, la difficoltà spesso palesata dal legislatore nell’adeguare il paradigma legale al mutato contesto di riferimento lascia spazio a forme di privatizzazione della conoscenza, dove le stesse tecnologie che potrebbero garantire un facile accesso al sapere divengono in realtà pervasivi strumenti di controllo e di limitazione alla sua circolazione: un’autarchia tecnologica che finisce inevitabilmente per andare a discapito del necessario bilanciamento fra interessi individuali e collettivi.
In questo scenario, indagare l’evoluzione dell’ordinamento giuridico di fronte alla sfida digitale consente di valutarne la tenuta rispetto alle mutate esigenze di accesso e circolazione della conoscenza nella società dell’informazione. La ricostruzione dell’attuale panorama su questo tema porta alla luce una complessità che solo un contemporaneo governo dell’elemento tecnologico e di quello giuridico può tentare di dipanare.