ISBN 978-88-6027-063-4
Nell’ambito del diritto dell’informatica e delle nuove tecnologie sono molti i dibattiti aperti; in più il divenire tecnologico e scientifico aprirà la strada a sempre nuove questioni giuridiche, affinché il diritto vigente possa adeguarsi ad una società in continua evoluzione.
In questo spirito, il libro tenta di delineare una disciplina applicabile all’intercettazione di comunicazioni VoIP.
L’esperienza di altri Paesi tecnologicamente evoluti dimostra come lo sviluppo e l’implementazione di nuove tecniche di captazione e controllo segua di passo in passo l’evoluzione dei mezzi di telecomunicazione.
Si può ragionevolmente prevedere che tali conclusioni diverranno obsolete in un futuro ormai prossimo, quando si porterà a compimento un processo già in atto, facendo migrare la telefonia analogica definitivamente ed integralmente sulle linee a commutazione di pacchetto, rendendo parzialmente inadeguato l’attuale assetto normativo in tema di intercettazioni. Alla luce di simili sviluppi, appare infatti evidente come, allo stato attuale delle tecniche di captazione, l’introduzione dell’art. 266 bis c.p.p. abbia dato vita ad una disciplina che attrae nella sua orbita un numero sempre maggiore e più rilevante di comunicazioni.
È dunque certamente auspicabile un intervento del legislatore che sappia eventualmente cogliere l’occasione per dar voce ai timori di chi vede nella disciplina attualmente delineata dall’art. 266 bis un arretramento delle tutele che andrebbero apprestate a determinate forme di comunicazione.