ISBN 88-88120-57-2, pag. 96
Il volume riunisce alcuni studi scritti nell’arco di venticinque anni, che costituiscono una delle esperienze fondamentali della critica sulla poesia di Sandro Penna; è organizzato in modo unitario e affronta l’analisi di testi che si possono considerare chiave per la conoscenza di tutta l’opera penniana. In essi in particolare Luigi Tassoni mette in evidenza le figure che agiscono nel canzoniere del poeta umbro, come fossero attanti in una narrazione dell’inseguimento, dell’attesa, dell’eros, del desiderio e del peccato senza senso di colpa. Figura omologhe e corrispondenti: l’angelo da un lato, ovvero il fanciullo-messaggero protagonista dei versi penniani, e dall’altro come di fronte a uno specchio qualcuno che in parte gli somiglia, cioè colui che dice «io», e che si fa voce nel verso. Ne nasce una non comune storia di perdite e riprese, allegrie e nostalgie, favorite dal frammento breve e dal ritmo orecchiabile, a volte da canzonetta a volte lapidario. In questa semiosi del desiderio Penna racconta le immagini del desiderio, e la sua avventura esistenziale, ed enuncia la necessità di sognare come se vivesse, con la fiducia in ciò che accadrà domani. Il tempo, che consuma le cose, passa come una freccia nel grande cerchio dei piccoli eventi narrati dalla melodia di Penna: un cerchio attraversato da treni e fanciulli in corsa, e protetto tutt’intorno dal dolce rumore della vita.